Hauptsitz Raika





L'edificio dell'ex Villa Bristol, in corso della Libertà a Merano, fa parte da oltre un secolo dell'immagine familiare della città. La posizione, le proporzioni e la facciata storicista caratterizzano uno spazio urbano che ricorda ancora in modo evidente l'antica città di cura dell'epoca austro-ungarica. Nel corso della sua storia, la casa è stata più volte trasformata, ampliata e sopraelevata; negli ultimi anni, però, le condizioni dell'edificio erano progressivamente peggiorate.
Anziché sostituirlo con una nuova costruzione, si è scelta una strategia volutamente duplice: all'esterno resta l'edificio conosciuto, mentre all'interno nasce un edificio completamente nuovo. L'involucro storico visibile da corso della Libertà è stato restaurato con cura, mentre la struttura interna, ormai obsoleta, è stata sostituita da un nucleo chiaramente contemporaneo. La villa rimane così presente nella memoria collettiva della città senza nascondere la nuova funzione dietro una scenografia storica.
È proprio dal contrasto tra esterno e interno che il progetto ricava il proprio carattere. Dietro la facciata storica ordinatamente scandita sul fronte strada si sviluppa una sequenza spaziale aperta su livelli diversi. Le altezze interne originarie, insolitamente generose, sono sfruttate per creare sfalsamenti dei solai, una grande hall a doppia altezza e piani spazialmente intrecciati. Visuali attraverso più livelli fanno apparire l'edificio internamente molto più ampio e aperto, senza dover alterare la facciata storica.
Anche le fotografie mostrano chiaramente questo confronto intenzionale: su corso della Libertà continua a dominare la villa rappresentativa, con facciata intonacata, persiane e balconi. Ai lati e sul retro, invece, la nuova architettura si manifesta apertamente. Una struttura leggera in metallo e vetro, disegnata con precisione, compone qui un secondo strato nettamente contemporaneo. Nella zona del tetto l'ampliamento assume la forma di un volume autonomo e curvo, che si distingue dalla facciata storica senza sottrarle il ruolo principale nello spazio urbano.
All'interno il cambiamento è ancora più evidente. Pareti in vetro, rampe di scale aperte e parapetti trasparenti creano relazioni visive tra i diversi livelli e accentuano l'apertura degli ambienti. Il progetto si limita volutamente a pochi materiali. Wengé, rovere, granito di Luserna e vetro incontrano le murature in pietra intonacata esistenti, rendendo immediatamente leggibile il rapporto fra antico e nuovo.
Questa disciplina dei materiali prosegue fino agli arredi. Legno scuro, pietra chiara, vetro e superfici intonacate di bianco creano uno sfondo sobrio per le attività bancarie. Gli elementi storici non sono messi in scena come in un museo, ma convivono naturalmente con nuove strutture e finiture. Si percepisce così non tanto un monumento restaurato, quanto un edificio che continua a vivere e a trasformarsi.
Particolarmente interessante è la soluzione del piano sottotetto. Dietro la balaustra storica, il nuovo volume appare leggero, quasi tecnico. Le sue superfici metalliche curve e le grandi vetrate sviluppano un'espressione molto diversa da quella della villa sottostante. Dall'interno, una vasta facciata vetrata curva apre la vista verso la città e le montagne che la circondano.
Il progetto non interpreta quindi la tutela monumentale come un ritorno a uno stato passato. Viene conservato soprattutto ciò che è essenziale per lo spazio pubblico e per la memoria della città. Allo stesso tempo l'edificio riceve al proprio interno una nuova organizzazione spaziale e funzionale. Villa Bristol ritrova così il suo posto nel paesaggio urbano di Merano, mentre dietro la facciata storica prende forma una banca completamente contemporanea.
Meran · BZ · 2006
Foto: LA